Vedrai su Forbes, raccontata da Michele Grazioli

Tag: intelligenza artificiale, piccola e media impresa, sistemi di intelligenza artificiale, software, Vedrai Spa

Michele Grazioli racconta la sua storia su Forbes con grande coraggio, lascia intravedere un sorriso celato in copertina ed è sempre emozionante sentirlo parlare. 

A cuore aperto, nell’articolo, racconta di quando era piccolo e sognava di fare l’imprenditore. Capì subito di essere portato per i numeri. Alla tenera età di 13 anni il suo desiderio era quello di aiutare il padre nella sua piccola attività edile, domandandosi cosa avrebbe potuto fare. Realizzò quindi un software in grado di leggere i dati così come sono in cantiere: computer metrici, bolle, numeri, ordini, fatture e così via.

Questo fu il suo primo approccio con l’intelligenza artificiale. Non ne sapeva niente fino ad allora, non ne conosceva quasi l’esistenza. 

Michele partì da zero, con la sua logica, la sua mente matematica e la sua perseveranza. Inizialmente cominciò a lavorare nell’ambito finanziario per prevedere, tramite l’intelligenza artificiale, il comportamento degli speculatori alla variazione dei derivati. Tra il 2011 e il 2012 questo mondo cominciò a diventare un po’ inflazionato e Michele decise di dar vita alla sua prima azienda: Divisible. 

Grazioli ammette con un sorriso quasi colpevole di come sia stato, almeno inizialmente, po’ difficile. Pensava che il mercato avesse la capacità di regolamentarsi e capire da solo quale sarebbe stata la tecnologia migliore, ma spesso Michele si trovò a sviluppare tecnologie che poi non riusciva a vendere: quando si crea una tecnologia che risolve i problemi che il mondo non sa ancora di avere, diventa un problema, almeno dal punto di vista commerciale. 

Non sempre le cose vanno come si era programmato, non non è sempre una questione di algoritmi, Michele lo sa bene e non si scoraggia. Spiega alla aziende l’impatto che avrebbero avuto queste nuove tecnologie sul loro business per avere una possibilità di riuscire ad integrare la parte di consulenza strategica. L’approccio funzionò e il gruppo Divisible cominciò a crescere anno dopo anno. Ma questo, per Michele, non era abbastanza. 

Nel 2020 Michele Grazioli fonda Vedrai. È sempre stato affascinato dal mondo della piccola e media impresa e in generale a quello dei capannoni.

All’ingresso del suo piccolo paese d’origine, Gallignano, frazione di Soncino, in provincia di Cremona, c’è una zona industriale. Lì, avere un capannone fuori casa, è come avere una pianta in giardino. Almeno, questo è il paragone che Michele si diverte a fare sempre sorridente. 

Divisible lavora per tipologie di aziende che non rispecchiano a pieno la sua vision. Il sogno di Michele rimane il riuscire a supportare le piccole e medie imprese con le sue tecnologie, per aggiungere un potenziale significativo in più.

La tecnologia di Vedrai vede l’impatto che una decisione può avere a livello aziendale. 

Utilizzando sia dati storici dell’azienda in questione che quelli di contesto, riesce a calcolare quasi al centesimo l’impatto su tutti i Kpi rilevanti, anche non economico-finanziari, da qui ai prossimi 18-24 mesi. In questo modo Vedrai calcola che impatto quella decisione ne avrà sui ricavi, sull’EBITDA, sulla soddisfazione del cliente e qual è la probabilità che aumenti la difettosità dei prodotti. 

Matematicamente parlando il software confronta milioni di variabili rilevanti per determinare l’andamento aziendale simulando come cambia lo scenario di volta in volta. Ma una curiosità rimane; il nome.

Perché Vedrai? 

Lascia quasi percepire un tono di sfida, un voler dimostrare, una voce ferma e sicura, un incoraggiamento al futuro. Ma a chi? A lui? A noi? 

La realtà senza storytelling è che uno dei soci di Michele, mentre lo convinceva a lanciare la startup, gli disse: “Faremo grandi cose, vedrai.” Da qui il nome.

Inoltre se proviamo a farci caso le due lettere finali formano proprio la sigla di artificial intelligence (AI). Casualità? Chi lo saprà mai davvero. Sta di fatto che al giorno d’oggi siamo arrivati a un punto in cui avere queste tecnologie in azienda non può e non dovrebbe essere una scelta ma una necessità. 

Le piccole e medie imprese che non si doteranno di strumenti previsionali o di sistemi di intelligenza artificiale saranno, tra 5-10 anni, completamente fuori mercato. 

Sembra una previsione drastica solo se non teniamo conto che quando oggi una persona prende una decisione riesce a tenere in considerazione tra le 35 e le 40 variabili, uno strumento come DECIDERE™, anche nella sua configurazione base, ne considera più di 50 mila. 

Potremmo considerarla magia ma il trucco ci è stato svelato da Michele e sta “semplicemente” nella matematica molto avanzata. Nulla a che vedere con le espressioni di cui ci lamentavamo tanto a scuola!

Ricordiamoci che dietro a tutte queste variabili, conti, espressioni indecifrabili – a noi! –  c’è un giovane Michele che aspira, da qui ai prossimi cinque anni, ad incontrare tanti imprenditori al bar che lo ringraziano perché ha fatto qualcosa per loro.

In futuro, vorrebbe tanto che suo figlio sognasse, anche semplicemente osservando, all’ingresso del paese, i tanti capannoni con le loro sfumature. 

Nonostante Michele affermi di avere 51 anni, ne ha solo 25.