Vedrai è: gestire l’azienda prima che le cose accadano

Michele Grazioli

Tag: intelligenza artificiale, PMI

“Aneddoti per non lasciare che le cose accadano, ma per farle accadere.”

Ho sempre adorato la partita doppia, e il suo modo così elegante di far tornare tutti i conti. Mi piaceva anche come filosofia di vita, il “paga mia nonna” quando andavo a comprarle il pane da bambino, che se la cifra non era intera potevo aggiungere qualche Goleador per semplificare i calcoli.
Ricordo la prima volta che sono andato in biblioteca alle elementari, e quell’enorme libro rosso con i fondamenti di contabilità. Quanti pomeriggi a far finta di essere un ragioniere, ma soprattutto a fantasticare di quanto sarebbe stato fantastico – una volta lavoratore – il pomeriggio del 31/12, il giorno delle scritture di assestamento.

Mi immaginavo una schiera di contabili armati di calcolatrici e fogli Excel, montagne di documenti da archiviare, e soprattutto l’ansia di capire alla fine di tutto quanto sarebbe stato l’utile netto da portare a Patrimonio Netto per far quadrare il tutto. L’ultimo sprint, con la campanella alle 17,30 in stile High School Musical 2, documenti che volavano ovunque, gente felice, un brindisi rapido prima del cenone di capodanno, che in realtà non ho mai sopportato troppo.

Non credo di essere mai diventato grande, e sicuramente non ho l’esperienza per dare consigli o lezioni, ma ho avuto la fortuna di aver visto tante aziende e abbastanza bilanci per sapere che la magia del “31/12” non avviene a dicembre, ma nemmeno a gennaio o febbraio, forse a marzo, probabilmente aprile, talvolta maggio. E non c’è nulla di magico, anzi. Diverse imprecazioni in stile “ah, se avessi saputo prima che dovevo pagare tutte queste tasse avrei fatto qualche spesa in più”. Che se le cose vanno male beh bisogna tirare su per le banche che altrimenti revocano i fidi, se vanno molto bene ci sono troppe tasse da pagare e quindi calcoli precisi su come inserire fondi svalutazione deducibili o spostare nel tempo i ricavi. Ma sempre, e ripeto sempre, il solito filo conduttore: ah, se ci avessi pensato prima!

E invece, puntualmente, ogni anno è la stessa storia; che in fin dei conti, se chiedo ad un matematico quanto fa 2 + 2 la risposta è 4, se lo chiedo ad uno statistico mi risponde “in un intervallo di confidenza del 99%, 4 è la soluzione”, se lo chiedo ad un commercialista mi prende da parte e mi chiede “cosa vuoi che faccia?” (È una battuta, ndr).
Michele Grazioli Vedrai
Quando ho fondato Vedrai, eravamo nel pieno del primo lockdown, ed era chiaro più che mai che il bilancio al 31/12 visto a marzo/aprile descriveva un mondo diverso da quello in cui ci trovavamo e forse sì, poteva servire per avere qualche finanziamento in banca, ma sicuramente non era utile a prendere decisioni.
Perché quando decidiamo lo facciamo sulla base di come le cose pensiamo che vadano, che dall’anno scorso in linea di massima è molto diverso da “come sono sempre andate”.

E utopistica è l’idea che fare come si è sempre fatto possa essere la scelta migliore sempre e in ogni caso. Mai come oggi è fondamentale essere in grado di prendere decisioni consapevoli sulla base del mondo che cambia intorno a noi, perché l’azienda non è una bolla, ma è anzi influenzata costantemente da ciò che le succede intorno.

Ed è proprio qui che entra in gioco DECIDERE™, piattaforma che calcola l’impatto sull’azienda delle decisioni ancor prima che queste vengano prese, analizzando migliaia di variabili (aziendali ed esogene) e individuando le possibili relazioni di causa-effetto.
Non credo esista il caso, ma credo esistano variabili che ancora non conosciamo.
Non credo nemmeno si possa avere una risposta a tutto, ma probabilmente nemmeno serve. Quel poco che la mia esperienza mi ha insegnato è che è molto più importante porsi la giusta domanda. E creare un’azienda per ridare il tempo a chi deve prendere decisioni e la sera torna a casa preoccupato, investirci i sacrifici di una vita (non necessariamente solo economici), ripartendo da capo quando forse era solo il momento di rilassarsi un attimo, probabilmente non è la risposta a nulla. Ma ora sono abbastanza sicuro che la domanda “Cosa posso fare io per tutti quei piccoli imprenditori che con umiltà vogliono fare sempre meglio?” me la sono fatta.

Per qualche informazione in più su quello che stiamo facendo, che faremo, e che abbiamo fatto, questo è il link.

Michele Grazioli