L’AI è la professione del futuro: Vedrai su Huffpost

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AI. UNA SCOMMESSA DA 570 MILIARDI DI EURO

L’Intelligenza Artificiale, secondo una stima di Amcham, potrebbe avere un impatto sul fatturato italiano di circa 570 miliardi di euro. Nessuna proiezione troppo futuristica, è calcolato succeda entro il 2030. Molti ancora non la conoscono l’AI, alcuni, nonostante questi dati rassicuranti, continuano a riservare timori. Quelli che si fidano, ne fanno il cavallo di battaglia del loro successo.

POSSO FIDARMI DELL’AI?

L’AI non nasce per sostituire l’umano, per competerci e sovrastarlo. Non parliamo di robot, di un film di fantascienza, di magia nera. Parliamo di matematica avanzata e calcoli complessi che possono svelare all’occhio umano ciò che gli sfugge e ciò che non pensa.

L’AI nasce per aiutarci, per risolvere scomodi problemi. Questa nuova amica ci affianca nella quotidianità aziendale e ci consiglia le decisioni migliori per il nostro business. Ad oggi gli algoritmi sono sempre più performanti perché hanno maggiori dati a disposizione. Si cibano delle miliardi di tracce digitali che lasciamo ogni giorno, è grazie a ciò che i computer divengono ogni giorno più veloci ad apprendere.

UNA NUOVA AMICA: AI

Sebbene possa sembrare qualcosa di distante da noi, l’Intelligenza Artificiale ci circonda. Non c’è motivazione di temerla. L’AI è Netflix che ci mostra i film che potrebbero piacerci, l’iPhone che si sblocca con il nostro volto, Spotify che riproduce la playlist azzeccando il nostro umore.

Solitamente nel momento in cui prendiamo una decisione, non abbiamo certezza rispetto al risultato che porterà. L’Intelligenza Artificiale può provare a prevedere quale sarà l’impatto di una decisione sui principali indicatori sia economico finanziari, sia commerciali, di marketing, di produzione e così via.

L’AI può fare innumerevoli cose, dai benefici misurabili e calcolabili. Può dirci se conviene entrare o non entrare in un mercato, se investire in un certo tipo di asset o meno. Può supportarci nelle decisioni più tattiche, come quantificare un certo tipo di investimento, un certo tipo di costi ma anche che prezzo fare per un dato prodotto o che livello di servizi offrire per una determinata categoria di clienti.

Per l’AI prendere una decisione in realtà non è nient’altro che dare un valore ad una variabile e poi svilupparne tutte le alternative possibili. Quindi consente di poter decidere con più sicurezza se investire 100 mila o 200 mila euro, in un investimento pubblicitario, il prossimo anno. Chiaro è, che per riuscire a decidere quale delle due scelte è la migliore, ha bisogno di provare a prevedere quale sarà l’impatto di ognuna delle due decisioni sui valori che ci interessano. Che siano il fatturato, l’EBITDA, il circolante, la soddisfazione dei clienti oppure altri fattori di nostro interesse.

LA MISSION DI VEDRAI

Vedrai fa dell’Intelligenza Artificiale la propria vocazione, dimostrando come quest’ultima possa essere alla portata di tutti. Come afferma su Huffpost Michele Grazioli, 25enne, fondatore di Vedrai e inserito dalla rivista Forbes tra i cinque giovani innovatori più influenti in Italia:

“Avere dati disponibili e affidabili per fare previsioni è fondamentale. Altrimenti non ho il controllo della mia azienda. Gestire un’azienda guardando al bilancio del 31/12, che va approvato entro aprile, non è più fattibile in un mondo in cui è arrivato il Covid a febbraio e, a marzo, era tutto chiuso. Quello che questi strumenti sanno fare molto bene è mettere in relazione quello che avviene all’interno dell’azienda e quello che avviene fuori per fare delle previsioni e aiutare a prendere delle decisioni”.

Vedrai aiuta la piccola media impresa a vedere meglio quello che è il futuro. In un mondo sempre più pervaso da dati, che cambia costantemente, l’Intelligenza Artificiale può essere una bussola.